Adolescenza

Adolescenza

Da sempre quando si sente nominare l’adolescenza si pensa a un periodo di incertezza e di instabilità.

I litigi con i genitori, la ribellione, le trasformazioni del carattere, l’adesione ai pari, le alterazioni dell’umore. Molto di ciò che, fino a quel momento, ha rappresentato una certezza nella vita dei ragazzi (e dei genitori/educatori che hanno uno sguardo sui propri figli) diviene improvvisamente e inaspettatamente confuso e vacillante.

Principale motivo da tenere a mente è la particolarità dell’epoca di mezzo, durante la quale l’adolescente si ritrova a dover gestire, da un lato, l’uscita di scena dall’essere bambino e, dall’altro, il primo tentativo del divenire adulto. Questo comporta una serie di manifestazioni emotive, comportamentali, corporee derivanti in primis  dall’urgenza di separarsi dai propri genitori in cui l’adolescente tenta di rintracciare, con diverse sperimentazioni e rispecchiandosi nei pari, una propria strada e, in contemporanea, dalla nostalgia dell’essere bambino e dunque più protetto.

I colloqui con gli adolescenti sono dunque mirati a sostenere il soggetto nel percorso di trasformazione, di soggettivazione e all’apertura della strada al proprio desiderio, che spesso tende a girare a vuoto o a rivelarsi confuso. Oltre a ciò, il confronto con le proprie questioni relative all’amore, ai genitori, all’amicizia, alla scuola, alla sessualità e la messa in parola di tali argomenti, spinosi per questa età, può favorire una più chiara comprensione del periodo che il soggetto sta attraversando.